Camping Cesenatico Villaggio delle Rose. Col prolungarsi di tali incarichi, le funzioni da straordinarie divennero stabili e l'esarca finì con l'essere, in una rinnovata struttura amministrativa, la più alta autorità imperiale in Italia, sostenuta dall'arcivescovo, di cui sosteneva a sua volta le ambizioni autonomiste. Il popolo, oppresso e mal protetto nei propri interessi, insorse più volte. In seguito all'Editto dell'iconoclastia (726) da parte di Leone III l'Isaurico, il Papato (Gregorio II) alimentò la rivolta del popolo che uccise l'esarca Paolo, invocò l'aiuto di Liutprando e distrusse la flotta bizantina. L'intervento del papa, timoroso di un successo longobardo, allargò e prolungò la lotta con alterne vicende, finché la città fu occupata da Astolfo (751). La sua caduta e la donazione al papa (756), imposta da Pipino re dei Franchi, segnarono il passaggio di diritto della città dall'Impero alla Chiesa, passaggio contestato dagli arcivescovi di R. che, rivendicando l'eredità di Bisanzio, ne pretendevano il dominio. Per molto tempo riuscirono a esercitarlo di fatto, approfittando delle rivalità tra l'Impero e il Papato e avvalendosi dell'investitura di feudatari imperiali, concessa loro dagli Ottoni e confermata dai successori. Quando la lotta per le investiture si spense, la loro posizione si indebolì e dovettero riconciliarsi con la Santa Sede (sec. XII). Ma l'aristocrazia locale, già orientata verso le autonomie comunali, contrastò il governo di Roma. La vita della città, economicamente ormai in declino per il lento ma inarrestabile interramento del porto e per il sorgere di un'altra potenza nello stesso mare, Venezia, fu travagliata da lotte interne tra le fazioni ed esterne con i pontefici, che non si rassegnavano alla sovranità nominale.
Storia: dal XIII secolo fino alla Liberazione
Sul finire del sec. XIII vi si affermò la signoria dei da Polenta, nel 1441 passò sotto il dominio diretto di Venezia, per ritornare alla Chiesa nel 1509. In seguito alla battaglia del 1512 fu saccheggiata e quasi distrutta dai Francesi. La decadenza era ormai tale che scomparve dal novero delle città importanti. Le bonifiche del cardinale Alberoni (sec. XVIII) le recarono un breve sollievo. Occupata dai Francesi nel 1796 e rioccupata alternativamente per breve tempo dal papa e dagli Austriaci durante il periodo napoleonico (1801-13) fece parte del dipartimento del Rubicone. Dopo una breve occupazione austriaca, fu restituita alla Santa Sede (1815). Fu poi teatro di moti antipapali nel 1831 e nel 1848-49. Il 13 giugno 1859 insorse e proclamò l'annessione al Piemonte, sancita con decreto reale nel 1860. Nel giugno 1914 il popolo ravennate fu tra i protagonisti della “settimana rossa” e qualche mese dopo promosse clamorose dimostrazioni contro la partecipazione italiana alla I guerra mondiale. Bombardata dagli idrovolanti austriaci, sconvolta, dopo il 1923, dallo squadrismo fascista che riuscì a chiudere le numerose cooperative, la città, durante la Resistenza, fu al centro d'una strenua lotta antifascista sostenuta dalle formazioni garibaldine. R. fu liberata il 4 dicembre da forze partigiane appoggiate dalle truppe alleate.
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